venerdì, aprile 29, 2005


April 29th


Do I really have to tell ya what I want for my birthday!?

posted by Syl at 8:56 AM 1 comments

martedì, aprile 26, 2005


More Bublé ...
Avevo deciso di postare le foto dei regali di compleanno in anticipo (è stato festeggiato con il BT il 24 durante il meeting, ma effettivamente è alla fine di questa settimana) ma questa proprio non poteva aspettare.


Grazie alla mia sorellina Sté che come al solito ha messo in moto il suo cervello iper-creativo (e aver fatto da modella, anche contro la sua volontà) e grazie a Bobby Darin per lo slogan gentilmente messo a disposizione.

BobbyD, you couldn't find more appropriate words to express how I feel, 24-7-365. Thank you for giving Ste permission to use them, and as you can see, the result was pretty cool!!

posted by Syl at 3:09 PM 0 comments

lunedì, aprile 25, 2005


2005 Train Odissey
Alzi la mano chi è stato a casa questo weekend... aspetta un attimo... ma va!? DAVVERO?!?! Pensavo meno! Ero sicura di avere incontrato TUTTO IL MONDO in viaggio sulle nostre beneamate FFSS questi 3 giorni... e invece guarda te, 4 persone son rimaste a casa....

A parte gli scherzi, tutti coloro che hanno avuto la malaugurata idea, o si son trovati costretti per qualche ragione superiore, a dover usare i nostri servizi ferroviari in questo weekend lungo hanno tutta la mia comprensione.

L'odissea questa volta è iniziata sabato pomeriggio, con il treno verso Milano. Prevedendo che ci sarebbe stata un'anticchia in più di gente, visto il periodo di festa, mi sono premunita di prendere biglietto e prenotazione posto. Scema io che credevo bastasse.
Arriva il treno, un intercity. Da Napoli. Cerco la mia carrozza, salgo... la densità popolare per centimetro quadrato in quel vagone è più o meno equivalente a quella dei filetti di sgombro sott'olio nelle confezioni della RioMare.
Già è un'impresa degna di Soldato Jane arrivare allo scompartimento... figuriamoci riuscire a sedersi.ovviamente nel mio posto c'è beatamente seduta una signora con tanto di portatile aperto e funzionante sulle gambe.
"Ehm.. signora quel posto sarebbe prenotato" e intanto 3 bambini cinesi si infiltrano urlando nel tunnel fra le mie gambe e il trolley che sto faticosamente sollevando per evitare di schiacciare una passeggera che sedeva in terra in corridoio. La temperatura sale di almeno 20 gradi sia per il riscaldamento acceso che per la compressione umana al limite del livello di tolleranza.
Comincio ad odiare la mia sciarpetta di fintaseta avviluppata al collo.
La signora mi guarda beata e mi fa "Eeeh signorina cosa vuole... anche il mio posto era prenotato ma ci sta la signora al finestrino, che a sua volta ha avuto problemi con la prenotazione doppia con la signora dello scompartimento a fianco che ..." e inizia una sequela di sfighe a catena stile "gioco del 15" che portano la storia almeno di 2 scompartimenti indietro.
I bambini cinesi nel frattempo son diventati 4, e urlano più forte perchè per loro quello è diventato una specie di campo giochi. Mi rassegno, è impossibile far spostare 20 persone tipo reazione a catena quando non si riesce nemmeno a piegare le ginocchia. Resto li.
Dopo circa 35 giorni (ah..erano solo 3 ore!?) sono arrivata a Milano. Tralasciando il viaggio da Milano a Diano Marina, che ci ha portato a vivere un BTMeeting durato come sempre troppo poco, ci ritroviamo io e Lilla, ieri, a tornare a casa in treno, stavolta da Genova.
E' già tanto se abbiamo fatto in tempo a prendere il biglietto, quindi niente prenotazione posto. Da Diano a Genova tutto okay. A Genova mi trovo a rivivere, decisamente troppo presto, un dejavu da film dell'orrore.
Altro intercity. Saliamo. Scorriamo un paio di scompartimenti, e ne troviamo uno relativamente vuoto. Controlliamo sulla bacheca posta sul vetro dello scompartimento per vedere se i posti che andiamo ad occupare sono magari prenotati. La bacheca è vuota, niente prenotazioni.
Sistemiamo i bagagli e ci sediamo in due posti a caso. Gli altri posti vengono occupati da altri passeggeri.
Siamo appena partiti... una famiglia intera si affaccia. "Che posti a'mo prenotato, amò?" chiede il marito. La signora guarda i biglietti.."63 e 65... quellillì." risponde indicandoci. La nuvola di Fantozzi colpisce ancora. Esattamente i sedili appena occupati da Lilla e me. Oramai tutti gli altri scompartimenti sono pieni, e anche il corridoio si sta velocemente affollando. FAcciamo in tempo ad accaparrarsi 2 strapuntini. Giusto in corrispondenza di uno scompartimento dove ci son 2 suore, 2 signori di cui uno giovane... e una mamma con un bambino biondo di circa 2 anni.
Purtroppo la mamma con bambino biondo risulta facente parte di un nucleo familiare composto da :
  • la suddetta mamma con il suddetto agitatissimo duenne biondo
  • primogenito saccente di circa 10 anni
  • secondogenita isterica di 6
  • marito stile FURIO di "Bianco Rosso e Verdone"
E almeno 3 ore di viaggio all'orizzonte. Devo aggiungere altro?

posted by Syl at 11:54 PM 0 comments

venerdì, aprile 15, 2005


Jazzed!
Sto passando uno di quei periodi dove non resisto un'attimo senza avere musica nelle orecchie. Per sopperire alla mancanza di Michael & C. "suonati dal vivo", suppongo.
E visto che sono in letterale astinenza dal vederli e sentirli suonare (nessuno puo' negare che lo spettacolo è tanto video quanto audio!!) mi metto a pensare a quali sono le canzoni che mi piacerebbe sentirgli interpretare. Posto che Michael per me è il Re Mida delle sette note, e qualsiasi cosa canta me la rende meravigliosa, mi sono fatta una lunga lista di standard che vorrei sentirgli "commettere" (Copyright 2005 by Ste).
Fra questi, ce n'è uno che secondo me gli è stato cucito addosso, ma per il quale gli ci vorrebbe una adeguata "spalla" (che peraltro avevo prontamente individuato nel mio caro Matt Brancaleoni). Si tratta di "Well, did you evah", interpretata magistralmente da due mostri sacri come Sinatra e Crosby nel film "High Society" della metà degli anni 50 (nel quale fra gli altri, c'è un cameo di Louis Armstrong che fa la parte di se stesso), e recentemente riproposta da Robbie Williams nel suo "Swing when you're winning", in un riuscitissimo e frizzante duetto con un insospettabile Jon Lovitz che io ho sempre e solo conosciuto come attore, e che invece è un notevole cantante melodico.
A proposito di Louis Armstrong... stamattina, quando tutti gli impiegati normali dormivano sonni tranquilli e io invece stavo caricando online un sito appena finito, mi sono imbattuta in un sito che raccoglie Quotes dei grandi del Jazz, ed ecco qualche perla "partorita" dal grande Satchmo :
  • ?Hot can be cool, and cool can be hot, and each can be both. But hot or cool, man, jazz is jazz.?
  • ?To jazz, or not to jazz, there is no question!?
  • ?The memory of things gone is important to a jazz musician. Things like old folks singing in the moonlight in the back yard on a hot night or something said long ago.?
  • ?Jazz is played from the heart. You can even live by it. Always love it.?
  • ?Man, if you have to ask what it is, you?ll never know.?
Detto questo... Guys, I miss you!!! LET'S MEET AGAIN SOON!

posted by Syl at 8:55 AM 0 comments

domenica, aprile 03, 2005


Ciao, Karol

Vuoto, solitudine.. il rimpianto di non avergli dato l'attenzione che meritava quando ancora ne avevo la possibilità. La tremenda pena che ha provato il mio cuore a vedere quell'energico giovane intrappolato in un corpo vecchio e fragile, battere rabbiosamente la mano sul leggìo, quando le parole non riuscivano ad uscire dalla gola martoriata, con la stizza e la vigorosità dettata da colui che non vuole arrendersi al decadimento del corpo, non quando il suo spirito e la volontà di portare avanti la sua missione sono ancora cosi' forti e presenti dentro di lui. Questo e altri 100000 sentimenti contraddittori ho vissuto in questi ultimi giorni.
Papa Giovanni Paolo II è stato il Papa di tutta la mia vita. Quando penso alla parola "Papa" è il suo volto che viene alla mente. Troppe parole forse sono state spese in questi giorni, quando magari tutti avrebbero dovuto tacere e riflettere... Riflettere sull'incalcolabile grandezza di quest'uomo, che deve essere obiettivamente riconosciuta -e così effettivamente è stato- indipendentemente dalla propria fede religiosa.
Purtroppo, come tutte le volte, ci accorgiamo di quello che abbiamo quando oramai non c'è più. E questo vale anche per me. La mia fede vacilla troppo spesso, e questa è una cosa sulla quale rifletto a lungo.

Quasi sarcasticamente, dall'inizio della mia carriera di cantante gospel amatoriale, la canzone che mi è stata assegnata quasi naturalmente è Amazing Grace... che parla dello stupore incredibile che investe l'anima e il cuore di chi finalmente viene avvolto nel mantello di una fede tanto certa e sicura da far sembrare incredibile il non averla trovata prima. "I once was lost, and now I'm found. Was blind, but now I see". Una volta ero sperso, e sono stato ritrovato. Ero cieco e adesso vedo. Ho sempre pensato che trovare la fede o rafforzare quella presente dentro di noi sia una delle grazie più grandi che si possano ricevere. E ho sempre "invidiato" coloro che hanno provato questi sentimenti. Fra i tanti miracoli che questo grande uomo ha fatto, nei suoi 26 anni di pontificato, forse quello più grande lo ha fatto con la sua morte... tante persone si sono avvicinate l'una all'altra, e si sono avvicinate o riavvicinate a Dio per pregare, e sostenere la mano di colui che per tutta la vita l'aveva sostenuta al mondo.

Avevo 9 anni. Frequentavo una scuola cattolica, e le Suore decisero di fare una gita a Roma per andare a portare al neo-nominato Papa Wojtyla un contributo della nostra scuola per una delle missioni che aveva istituito in un paese del terzo mondo. Pioveva, quel giorno, ma Piazza San Pietro era gremita, lo stesso. E altrettanto gremita era la grande Basilica. Il nostro gruppo si radunò al lato del grande Baldacchino del Bernini, a decidere sul da farsi.
Il Papa era appena arrivato nella Basilica, stava passando fra la folla scortato da un manipolo di cardinali attraverso un cordone di guardie svizzere con le lance incrociate.
Una delle Suore che ci accompagnarono si chinò di fronte a me con una busta bianca in mano. "Silvia, te la senti di portarla tu al Santo Padre?" la Suora mi chiese, conoscendo il mio carattere per niente timido (allora!) e vivace. "Certo Suora, vado io" e presi per mano un bambino più piccolo di me, Fabio, che era stato seduto accanto a me per tutto il viaggio in Autobus da Prato.

Iniziai a farmi spazio fra la folla, con Fabio per mano, e nell'altra la busta da dare al Papa. Mi trovai la strada sbarrata dalle lance incrociate di due guardie svizzere. Fortunatamente ci davano le spalle quindi passammo agilmente sotto le lance e ci trovammo a pochi passi dal Papa. Spiccava la sua veste bianca fra tutte le altre vesti nere e porpora dei cardinali che lo seguivano. Visto che si stava allontanando, decisi di fare un'azione estrema, con Fabio sempre appeso alla mia mano sinistra. Allungai una manina fra tutti quei grandi uomini che ci circondavano e afferrai la veste bianca del papa, tirando due o tre volte. Improvvisamente intorno a noi si fece il vuoto, e lui si voltò. Un sorriso enorme gli si distese sul volto e lui si chinò verso di noi. Gli spiegai chi eravamo e perchè eravamo li. Lui fece prendere la busta ad un cardinale accanto a noi, e ci chiese il nome. Poi impose le mani sulla testa di ciascuno di noi, ci baciò e ci benedisse. Ci carezzò le guance e fece per voltarsi e continuare. Con la sfacciataggine che contraddistingue l'età, lo salutai ancora una volta, agitando la mano e dicendo "Ciao, Papa!!" e me ne tornai bella tranquilla dal mio gruppo, che mi aspettava a bocca aperta vicino alla statua di San Pietro.

Da qualche parte in casa c'è una foto che immortala quel momento. Me ne son fatta una missione, quella di riesumarla dagli scatoloni del trasloco, il prima possibile. Nel frattempo, lo ringrazio... perchè forse, la mia fede è un po' più forte, oggi. Grazie a lui.

posted by Syl at 11:43 PM 0 comments


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