Vorrei dire che si sta cominciando a sentire aria di Natale in città, come nella famosa canzone di Bing Crosby, però purtroppo dalle mie parti fra temperature primaverili, e i negozianti che si son fatti pigri e avari tutto d'un botto - quindi decorazioni natalizie ZERO - se ci si aspettasse un aiuto "visuale" dall'esterno qui tutto si sentirebbe fuorchè atmosfera natalizia... Stamani mattina però almeno la temperatura è scesa di qualche grado. Anche se il cielo è sereno e c'è il sole il freddo è pungente, di quelli che ti fanno le guance rosse come due melagrane e le punte
delle dita gelate. Camminando verso l'ufficio ascoltavo "Sleigh Ride" cantata da Harry Connick Jr. e pensavo fra me e me all'atmosfera perfetta che si respira nel brano. Una sera qualsiasi del periodo natalizio, la neve è caduta in abbondanza e tutto intorno è un paradiso scintillante di velluto bianco. Una slitta (per la mia natura animalista la slitta non è trainata da un povero cavallo ma utilizza un sistema di alimentazione assolutamente efficiente e non inquinante) una coperta e loro due abbracciati che si godono il panorama e pregustano la serata che passeranno insieme agli amici, davanti a un camino a cantare canzoni di Natale e cenare insieme...
...Una strombazzata di clacson per strada, piacevole alle orecchie come un gavettone d'acqua gelata in pieno inverno, mi ha bruscamente riportato alla realtà : niente neve, niente slitta e soprattutto niente affascinante ragazzo bruno (uno a caso!), con spalle larghe e voce di velluto che mi canta la canzone mentre ce ne andiamo a spasso per la campagna innevata. Vabbè, tanto comunque la neve da queste parti cade con la frequenza in cui si verificano le aurore boreali in questa zona del mondo, quindi dovrei in ogni caso almeno spostarmi di qualche miglio per poter avere un "White christmas".
Non parliamo poi di avere tutto il pacco regalo, compreso il ragazzone con gli occhi dolci e la voce di zucchero... ci vorrebbe un miracolo di quelli potenti.
Parlando di Michael, in questo fine settimana ho deciso di testare senza emotività e con l'imparzialità più categorica della quale sono capace, le sonorità dei suoi cosiddetti rivali artisti, per valutare effettivamente quanto possano essere bravi, rispetto a lui.Per quanto mi riguarda non c'è Peter Cincotti o Jamie Cullum che tenga. NON ESISTE.
L'unico che apprezzo con un determinato grado di stima e ammirazione è appunto Harry Connick Jr., gli altri mi sembrano tutti alquanto mediocri. Voci diametralmente diverse, e questi son gusti. Jamie Cullum in particolare mi sembra abbia ingoiato una grattugia, e per questo genere di musica non mi pare il tipo di voce adatta. Anche se i suoi arrangiamenti sono una cosa completamente diversa dalle versioni originali.
Oh, io ci ho provato. Ma Michael Bublè è e resterà sempre il solo e unico crooner.
delle dita gelate. Camminando verso l'ufficio ascoltavo "Sleigh Ride" cantata da Harry Connick Jr. e pensavo fra me e me all'atmosfera perfetta che si respira nel brano. Una sera qualsiasi del periodo natalizio, la neve è caduta in abbondanza e tutto intorno è un paradiso scintillante di velluto bianco. Una slitta (per la mia natura animalista la slitta non è trainata da un povero cavallo ma utilizza un sistema di alimentazione assolutamente efficiente e non inquinante) una coperta e loro due abbracciati che si godono il panorama e pregustano la serata che passeranno insieme agli amici, davanti a un camino a cantare canzoni di Natale e cenare insieme...
...Una strombazzata di clacson per strada, piacevole alle orecchie come un gavettone d'acqua gelata in pieno inverno, mi ha bruscamente riportato alla realtà : niente neve, niente slitta e soprattutto niente affascinante ragazzo bruno (uno a caso!), con spalle larghe e voce di velluto che mi canta la canzone mentre ce ne andiamo a spasso per la campagna innevata. Vabbè, tanto comunque la neve da queste parti cade con la frequenza in cui si verificano le aurore boreali in questa zona del mondo, quindi dovrei in ogni caso almeno spostarmi di qualche miglio per poter avere un "White christmas".
Non parliamo poi di avere tutto il pacco regalo, compreso il ragazzone con gli occhi dolci e la voce di zucchero... ci vorrebbe un miracolo di quelli potenti.
Parlando di Michael, in questo fine settimana ho deciso di testare senza emotività e con l'imparzialità più categorica della quale sono capace, le sonorità dei suoi cosiddetti rivali artisti, per valutare effettivamente quanto possano essere bravi, rispetto a lui.Per quanto mi riguarda non c'è Peter Cincotti o Jamie Cullum che tenga. NON ESISTE.
L'unico che apprezzo con un determinato grado di stima e ammirazione è appunto Harry Connick Jr., gli altri mi sembrano tutti alquanto mediocri. Voci diametralmente diverse, e questi son gusti. Jamie Cullum in particolare mi sembra abbia ingoiato una grattugia, e per questo genere di musica non mi pare il tipo di voce adatta. Anche se i suoi arrangiamenti sono una cosa completamente diversa dalle versioni originali.
Oh, io ci ho provato. Ma Michael Bublè è e resterà sempre il solo e unico crooner.


2 Comments:
Premesso che io e te potremmo anche spedircele via email queste considerazioni, per quanto vengono considerati i commenti su questo blog ... :c) arrivo a controbattere le tue affermazioni secondo il mio punto di vista.
Se la mia visuale fosse offuscata in toto da Belleguanciotte non riuscirei ad apprezzare nessun'altro. E non è così.
Al di là del fatto che io parlo di emozioni a pelle (e Jamie Cullum non me ne da assolutamente nessuna) questa è una riflessione sul genere che questi ragazzi cantano. Certo che non si deve interpretare un pezzo originariamente presentato da Frank Sinatra e simili per essere automaticamente definiti crooner. Ma se non si vuole il paragone non ci si cimenta nemmeno in un genere che può portare ad inevitabili confronti.
Se non vuoi confronti del genere non inserisci nel tuo album canzoni come "Singin' in the rain" o "I get a kick out of you" e poi pretendi di essere chiamato innovativo solo perchè non c'è una nota originaria al suo posto, e fatichi a riconoscere il pezzo. Sarebbe come cantare l'Ave Maria di Schubert a tempo di rap. Per quanto sopra le righe e innovative, certe cose NON possono essere snaturate.
Sicuramente a suo tempo Michael sarà stato chiamato "clone" di Harry Connick Jr. (accade ancora) e nemmeno questo è vero... ma almeno loro sono sullo stesso piano. Hanno accettato di fare un genere rispettando i canoni "vecchia maniera" e allo stesso tempo lo hanno dipinto con i loro colori dimostrando un grande rispetto e senza permettersi di stravolgerlo. Harry, Michael, e lo stesso Jamie interpretano le canzoni a modo loro perchè non sono il clone di nessuno. Il problema è che non puoi accostarti al genere "Standard jazz" e non aspettarti che la gente ti paragoni a chi è venuto prima di te. "These are the days" è stata scritta dal fratello di Jamie, Ben. Non è uno standard. E infatti tanto di cappello. Anche se la sua voce continua a non piacermi, però gli riconosco sonorità accattivanti e un bel ritmo. Ma Se Jamie Cullum interpreta brani del genere di "I get a kick out of you", allora ti dico : non c'è storia.
Aspetto con ansia il momento delle sospirate ferie natalizie (avoglia) per ascoltare in santa apce anche il Jamie e l'Harry, così portò anch'io, per quanto non assolutamente competente, dire la mia.
Ed intanto scrivo, sia perchè così il president si rimangia le parole (io lo considero il blog, facciamolo piùù presente a tutti il fatto che possono postare anche qui... :)) ma anche perchè mi piace un sacco questo scambio di opinioni. Certo, con la mia sensibilità musicale (sono come l'orso Yoghi, come sento la musica mi metto e ballettare e canticchiare)non so dove arriverò e che tipo di giudizi riuscirò ad emettere... in fondo io amo la musica in qualsiasi sua forma (forse eccetto l'heavy metal, ma a volte mi va giù anche quella) anche se, devo dirlo, il jazz mi ha sempre fatto un CERTO QUAL effetto... MOOOLTO bello, oltretutto...
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