Il titolo di questo post è preso direttamente da una canzone di Shawn Colvin, che amo particolarmente. Ed è un po' come mi sento ogni volta che ho occasione di incrociare la mia esistenza con Michael e i ragazzi.
Ho quasi finito di scrivere il mio diario di Manchester, mancano solo le foto.. e a proposito di foto, tornando a casa in pausa pranzo oggi ho trovato un pacchetto proveniente da una delle mie "Cotolette milanesi" preferite, colei che ha accompagnato Lilla e me in questo viaggio, colei che se forse Nick Vagenas avesse parlato sanscrito, lei lo avrebbe capito sicuramente meglio.. sto parlando di Silvia.
Il pacco conteneva le foto scattate da lei a Manchester, e fra queste ce n'era una di noi fuori di testa, che mi piace postare semplicemente perchè è il frutto di circa 76 tentativi di utilizzo dell'autoscatto sulla macchina fotografica della Silvia, che non si ricordava come funzionasse.
Dopo il concerto, dopo tutto quello che era successo, dopo la stanchezza del viaggio, le emozioni a pioggia che i ragazzi ci avevano regalato, i baci e gli abbracci, le mascalzonate di Michael... era come se ci fossimo fumate un campo intero di Maria. E notare che nessuna delle tre fuma. Questa è probabilmente una delle poche foto nella quale non sembriamo provenire da un remoto pianeta di una qualche galassia fischiata in tasca a nonna, e mi ricorda un momento assolutamente bello della giornata : un momento in cui, sedute in camera in un Hotel di Manchester, ci sentivamo felici come non mai, e non avevamo nessuna voglia di scendere dalla nuvoletta.
Ho quasi finito di scrivere il mio diario di Manchester, mancano solo le foto.. e a proposito di foto, tornando a casa in pausa pranzo oggi ho trovato un pacchetto proveniente da una delle mie "Cotolette milanesi" preferite, colei che ha accompagnato Lilla e me in questo viaggio, colei che se forse Nick Vagenas avesse parlato sanscrito, lei lo avrebbe capito sicuramente meglio.. sto parlando di Silvia.
Il pacco conteneva le foto scattate da lei a Manchester, e fra queste ce n'era una di noi fuori di testa, che mi piace postare semplicemente perchè è il frutto di circa 76 tentativi di utilizzo dell'autoscatto sulla macchina fotografica della Silvia, che non si ricordava come funzionasse.
Dopo il concerto, dopo tutto quello che era successo, dopo la stanchezza del viaggio, le emozioni a pioggia che i ragazzi ci avevano regalato, i baci e gli abbracci, le mascalzonate di Michael... era come se ci fossimo fumate un campo intero di Maria. E notare che nessuna delle tre fuma. Questa è probabilmente una delle poche foto nella quale non sembriamo provenire da un remoto pianeta di una qualche galassia fischiata in tasca a nonna, e mi ricorda un momento assolutamente bello della giornata : un momento in cui, sedute in camera in un Hotel di Manchester, ci sentivamo felici come non mai, e non avevamo nessuna voglia di scendere dalla nuvoletta.

Ragazze, facciamolo ancora il piu' presto possibile!


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