giovedì, gennaio 13, 2005


"MY" Grandpa Mitch
Come nella migliore delle tradizioni che oramai contraddistingue i miei rapporti con questa meravigliosa "famiglia allargata", le acque tacciono immote per settimane e all'improvviso, il ciclone BubléClan si mette in moto e sconvolge la noiosa routine della mia vita quotidiana.
Oggi penso sia stata una delle giornate più orrende che abbia mai passato sul posto di lavoro. La crisi imperversa, stanno licenziando a man bassa, e il personale rimasto (sebbene fortunato perchè appunto è rimasto) subisce un brusco addestramento sul campo, su come trasformarsi da (seppur già) zelante impiegato in Frenetico Pazzoide-frustrato-smistapratiche-produciscartoffie e senza nemmeno test-run. Via, si parte.
To cut a long story short : avevo il morale di parecchi metri sotto i tacchi delle scarpe.
Poi improvvisamente una telefonata. Matt è allegrissimo. Mi dice che ha parlato con Grandpa Mitch, e mi telefona per dirmi che Grandpa sta aspettando la mia telefonata da un po'. "Dille che mi chiami, quella sciocchina" dice Matt, imitando il tono di Grandpa.
Poi mi da una notizia strabiliante che riguarda la sua carriera in decollo (di Matt, non di Nonno Mitch) che mi lascia senza parole... (Matt, I'll keep my fingers x-ssed for you buddy! You know I believe in you and I know you're gonna rock the world soon!)
Arrivata a casa da lavoro mi fiondo sul telefono. Stringo il cordless fra le mani. Che faccio, chiamo? Ma certo, se Matt dice che Nonno sta aspettando la mia chiamata... Compongo il numero. Suona. Click.
Una voce profonda, da basso.

"Hello?".
Colpo apoplettico. E se il dolce nipotino avesse deciso di fare una visitina al nonno?... Timidamente rispondo :
"Hello Mitch?"
"Si sono io.. "
"Ciao Nonno, sono Sylvia, dall'Italia!" Non mi fa nemmeno finire.
"Sylvia! Oh, buon Dio, finalmente!! Se ci mettevi di più ti avrei telefonato io!"
Okay, 'spetta che mi siedo sul letto, che è meglio.
"...Tanto ho le tue lettere proprio qui, e il numero di telefono c'è."
Okay. 'Spetta che mi sdraio.
"Dovresti avere il mio numero di cellulare.. se comincia con "347".
"Aspetta che prendo la busta e controllo, è proprio qui... Aspettami un attimo in linea".

Posa il telefono. Sento rumori in sottofondo. Quello è il rumore della vita in casa Bublé.. Voci, rumori di stoviglie, chiacchiericcio.. Dopo un momento torna a telefono.

"Si, il numero che ho io comincia con 347"
"Allora vuol dire che hai il mio numero di cellulare, nonno".
"Okay. Allora per sicurezza dammi anche il numero di casa, che almeno son sicuro di beccarti in qualche modo... con l'esperienza che ho con il cellulare di Michael, che a volte prende, a volte no... almeno il numero di casa è sicuro!"

Ok. Va bene, il nonno ha veramente deciso di fiaccarmi oggi. Inizia da qui una conversazione fittissima. Mi ringrazia per i regali di Natale, mi dice che il mio gli è stato utilissimo e che anzi, lo stava indossando poco prima di rispondere al telefono (cappello sciarpa e guanti) perchè stava spalando l'ultima neve della stagione davanti al viale di casa. A 80 anni e spiccioli. CHE DIO LO BENEDICA.

"Mi dispiace che c'è voluto cosi' tanto per risentirci, Sylvia.. Ora però le cose cambiano perchè ho il computer e il collegamento internet!"
Ma quest'uomo qui, è un mito o cosa?

"Mi ci vorrà un po' per imparare... voi ragazzini avete una capacità di apprendimento veloce, ma un vecchio come me..."

E allora gli ho dato almeno 10 buoni motivi per smettere di dire che è vecchio. Perchè in effetti lui è il classico esempio di come l'età a volte sia solamente anagrafica. La conversazione volge ovviamente su Michael. Gli chiedo come sta, cosa sta facendo, se è felice.. E lui cambia tono di voce... ed entra nella modalità "Nonno Orgoglioso". Giuro su Dio che quando parla di quel ragazzo la voce gli si fa dolcissima, e velata di nostalgia. Mi dice che Michael è comprensibilmente indaffaratissimo. E' partito la mattina stessa (da noi erano le 19.30 ma a Vancouver erano le 10 di mattina) per una settimana, perchè deve fare un video per la tv. E' soddisfattissimo del cd nuovo, e l'unica cosa che lo fa stare male è proprio non vedere la sua famiglia tanto spesso. La sua voce si fa piu' nostalgica ancora :

"Sai com'è Michael, è molto affezionato a me. Mi telefona e mi dice tutto d'un fiato "nonno ti voglio tanto bene mi manchi da morire giuro che appena ho più tempo vengo a trovarti e stiamo insieme! Mi manchi, ciao!" e a me si stringe il cuore dalla nostalgia, ma capisco".

Cerco di consolarlo dicendogli che questo è il suo momento e che il lato brutto della storia è vederlo più in televisione che di persona, ma la consolazione sta nel sapere che sta avendo tutto questo grande successo che sicuramente duplicherà con l'uscita del nuovo disco. Gli racconto di quando ci siamo visti a Manchester, e parliamo di lui, di come è, della dolcezza e la particolarità che lo contraddistingue: Michael è un ragazzo speciale. Gli confesso di come mi sono stupita che di me ricordasse tutto, dal nome ai miei problemi di salute, e lui mi dice

"Si, Michael in genere ha buona memoria. Ma si ricorda cosi' delle persone a maggior ragione se gli sono rimaste nel cuore!"

ATTENTATO AL MIO SISTEMA LACRIMALE. Celafacciocelafaccio.

"Anche a me lui è rimasto nel cuore, nonno. E' impossibile non amare Michael. E' adorabile, sensibile, dolcissimo... amare lui è la cosa più facile del mondo".

Lui sta zitto un secondo e poi mi risponde :

"Sai Sylvia, ti voglio bene per amare cosi' tanto Michael. Voler bene a lui è voler bene a me, perchè quel ragazzino è la mia vita. "

Celafacciocelafaccio... noncelafaccio. Piccolo singulto.

"Nonno anche io ti voglio bene, per aver contribuito a crescerlo e a renderlo fantastico cosi' come è"

"Allora quando vieni a trovarmi?" mi dice.

Lo metto al corrente dei miei piani, del fatto che vorrei andare per il mio compleanno, ad aprile, ma che non ho molti soldi adesso e quindi non sono sicura.

"Ricordati che tutto quello che devi fare è venire qui, poi a te ci penso io! La mia porta di casa è sempre aperta per te."

Gli chiedo se Michael ha avuto il mio regalo. Lui mi assicura che ha portato tutto a casa di Amber e Lewis il giorno di Natale, quindi SIGNIFICA CHE A NATALE MICHAEL HA SCARTATO IL MIO REGALO insieme a quelli della sua famiglia. E' passata una mezz'ora, ci siamo detti almeno un milione di cose. Era veramente difficile attaccare il telefono... Gli ho chiesto se posso chiamarlo ogni tanto per sapere come sta lui e il resto della famiglia e per poter chiedere notizie di Michael.

"Ma scherzi!? Certamente! Anzi DEVI farlo! Se non lo fai tu comunque ti chiamo io! E proverò a tutti e due i numeri, almeno son sicuro di trovarti".

Gli ho chiesto di dare un sacco di baci a Michael da parte mia quando lo vede, di dirgli che ci siamo sentiti, e di salutare tutta la famiglia.
Mi sono congedata.

"Abbi cura di te, nonno, ti chiamero' fra un po'. Ti voglio bene!"
"Anche io, signorina, ci sentiamo presto, dio ti benedica!".

Michael Bublè e Mitch Santaga sono la prova vivente dell'ereditarietà dei geni. Due capolavori della natura cosi' simili da sembrare la stessa persona. E io amo entrambi, in modi diversi, ma con la stessa intensità.

posted by Syl at 11:22 PM

1 Comments:

Blogger Eliduin said...

Be' che dire? Io non riesco ad essere completamente stupita... dal benedettissimo 11 luglio ne sono successe di tutti i colori.... ed ancora non è finita, no davvero!!!

1:35 PM  

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