giovedì, gennaio 20, 2005


Michael's coming back HOME

Diciamocelo.

Qualunque femmina con l'hardware & software a posto non esiterebbe un nanosecondo, ad accettare la supplica di questo meraviglioso esempio di genetica umana. Lui vuole tornare a casa. Hah! Fosse per me non farebbe in tempo a finire la frase che avrei già sostituito il portone di ingresso con una pratica quanto decorativa tenda di perline. Tanto per non rischiare di fargli trovare l'accesso sbarrato.

Home.. probabilmente il primo singolo? Le voci iniziali davano "Feeling Good" come brano di battesimo dell'album, ma su Bungalow da oggi è possibile ascoltare HOME.. che viene indicata come canzone di debutto.
Avendo avuto modo di ascoltarla già da un po' di tempo, e soprattutto, essendomene totalmente innamorata quando Mike ed Alan la regalarono al pubblico di Manchester lo scorso novembre, ho riscritto il testo, che comunque per questioni di copyright e legali ancora non posso pubblicare in versione integrale. Chi avrà occasione di sentirla, anche se non proprio estimatore del genere (sicuramente di standard jazz questa non ha proprio niente, anzi, siamo in piena sonorità pop, una classica ballata) rimarrà comunque colpito dall'interpretazione.

Michael non la canta e basta questa canzone... la vive, perchè secondo me è molto molto autobiografica. Si sente nel velluto della sua voce il dolore della lontananza e la malinconia della distanza di due cuori, che per mille ragioni diverse, si trovano ormai su differenti sentieri esistenziali. Come ho già detto nel resoconto di Manchester l'essenza della canzone stessa è racchiusa nel verso "...And I know just why you could not come along with me... this was not your dream, but you always believed in me..."


L'effetto che questa canzone scatena in me è più o meno simile al ciclone di emozioni che provavo ogni volta che Michael cantava "Stand by my woman", durante la tournee italiana.Solo che "Stand by my woman" non l'ha scritta lui, "Home" si.

Grazie a Ste per la foto molto "GQ" di Michael.

posted by Syl at 2:26 PM

1 Comments:

Blogger Eliduin said...

Daccordo con laSte'...Ammetto che la vocina dell'Aggeggino mi toglie ogni forza necessaria ad oppormi alla sensazione di malinconia che si insinua, bastarda, sotto pelle e dentro al cuore... e quindi ogni volta che ascolto HOME la mia volontà si affloscia e si perde dietro quelle dolcissime note che risuonano incesanti dentro la mia testa, anche quando ormai ho smesso di ascoltarla da ore...
Ma preferisco, al di la' di ogni ragionevole dubbio, FEELING GOOD. Sia per la musica, che adoro, mi prende la voglia di muovermi, la testa parte da sola dietro al tempo ritmato, scandito anche da come risuonano gli ottoni, e mi piace da morire come il tono si fa più incalzante e teso, mente anche la voce di Michael si rende più roca, più graffiante... da m***ione (capitemi...).
certo è che, se l'album è tutto così, ogni volta che l'ascolterò sarà un concerto dal vivo... almeno da parte delle mie sensazioni...

5:04 PM  

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