venerdì, ottobre 15, 2004


Old memories, even older songs
La mente umana e' veramente un gran mistero.
Per dirla in una maniera che mi risulta familiare, e' come un immenso hard disk con centinaia di migliaia di cartelle, talmente nidificate e aggrovigliate che a volte perdi le coordinate di un file, e non riesci a ritrovarlo.
Ti incavoli, eri sicuro di averlo chiamato in quel preciso modo, di averlo salvato proprio li, eppure non riesci a trovarlo. Il click del mouse ne apre altri centomila, tutti simili in qualcosa a quello che stavi cercando, ma non proprio lo stesso.
Smetti di cercare.
Poi un giorno, un dettaglio inaspettato ti riassesta la bussola, e ti riporta tutto alla mente.
Tu a colpo sicuro vai a ripescare la pecorella smarrita, e ti meravigli anche di come ti sia potuto sfuggire, era cosi' semplice, era proprio li...
Succede cosi', e allora un'odore, un suono, una particolare situazione riportano alla mente una catena di sensazioni talmente forti, a distanza di tempo, che ti chiedi come si siano potute assopire e scolorire in questo modo, dentro di te.
Ascoltando il concerto di Lucca mi torna in mente che quel concerto -dato che era il primo- non lo avevo semplicemente guardato da spettatrice : lo avevo divorato e assimilato nota per nota. Mi ripetevo che dovevo cercare di ricordarmi tutto il ricordabile : l'atmosfera, le luci, le persone che avevo intorno, i musicisti, la posizione degli strumenti sul palco, lui.
Le sue espressioni, il suo scherzare, la voce, i sorrisi, i gesti, le parole... e credevo di aver fatto un buon lavoro.
Beh, la mente umana e' uno strumento potente, ma purtroppo soggetto all'usura del tempo, come tutto intorno a noi. A volte ha bisogno di un po' d'olio alle giunture, una spolverata che riporti i suoi colori a splendere di nuovo.
Sentire la cassetta di quel concerto ha sortito esattamente questo effetto. E' come se fosse passato uno swiffer gigante sugli scaffali del mio cervello che contenevano e conservavano quei ricordi, e gli avesse dato una bella strigliata. E cosi' ho voluto fermare su web un'altro di quei momenti... Il suono suadente della bossanova che si diffondeva in piazza, mentre la voce di Michael, liscia e morbida come un foulard di seta, accarezzava i presenti, trasportando, nota per nota, i colori di un'epoca e un posto lontani anni e miglia da noi, in quella magnifica piazza.

Lo so che questo ricordo piano piano si scolorira', ma ora ho qualcosa che mi aiutera' a mantenerlo piu' vivo degli altri : mi bastera' mettere le cuffie, chiudere gli occhi, e la macchina del tempo funzionera' ancora e ancora.

posted by Syl at 10:03 AM

1 Comments:

Blogger Syl said...

Non e' stupenda!?
Ha una voce da sturbo. Sto ragazzo VA clonato.

8:18 PM  

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once said

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