La conosco, quella malattia.Conosco cosa significa vedere una persona cara con il volto deformato dalle convulsioni dell'epilessia, il rantolo dei polmoni che non riescono a prendere aria e ti impediscono di respirare, le scosse che sconquassano il corpo senza controllo, la lingua che si ferisce sotto i denti serrati... lo vivo in casa mia, e il cuore mi si stringe alle dimensioni di una nocciolina ogni volta che lo vedo succedere ad un uomo adulto che nonostante l'accanimento della vita sembra comunque sempre grande e forte.
Posso solo capire lo strazio dei tuoi genitori, ogni volta che tu, piccolo batuffolo dagli enormi occhi blu, dovevi subire cosi' piccolo quest'ingiustizia della vita. La sofferenza alla quale dovevi passivamente sottoporti insieme ai tuoi familiari per colpa di questa malattia orrenda che se possibile, ti rendeva ancora più cucciolo e indifeso di quanto non lo sia già naturalmente un bambino, tu che già ispiravi una tenerezza incredibile.
Normalmente l'istinto di difendere e coccolare un'essere cosi' vulnerabile si moltiplica davanti alla sua ingiusta sofferenza. Normalmente si è ancora più portati a consolare un pianto disperato, quando se ne conosce la natura.
Sei stato strappato febbricitante e malato dalle calde braccia del tuo ambiente domestico. Sei stato ficcato in uno zaino come un'ammasso di merce senza valore.
Ti sei giustamente spaventato e hai fatto tutto quello che un bimbo nelle tue condizioni avrebbe fatto. Hai espresso con le sole "parole" che conoscevi il tuo dolore, la tua paura, la tua sofferenza.
Di fronte a quel pianto, che altrimenti sarebbe stato consolato con un abbraccio, una coccola, un cullare lento stretto al petto di chi ti amava, un mostro ti ha strappato la vita a badilate sulla piccola testolina riccioluta, e privo di qualunque caratteristica che lo potesse assimilare anche lontanamente ad un'essere umano, ha gettato il tuo corpicino martoriato in una fossa ricoperta solo da fango e sterpi, come si getta via un rifiuto.
Quello che più di ogni altra cosa fa bruciare gli occhi di lacrime e mi lacera il cuore ogni volta che ci penso, è che gli ultimi occhi che i tuoi, grandi, azzurri e pieni di lacrime, hanno incrociato non erano quelli amorevoli della tua mamma ma quelli del mostro che ti ha preso la vita.
Sei morto da solo, nel freddo di quel bosco, chiedendoti perchè tutti ti avessero abbandonato. Quel pianto che normalmente avrebbe chiamato solo una carezza e un bacio, ha scatenato la violenza inumana e bestiale di un rifiuto di essere vivente, per cui la pena di morte non è nemmeno lontanamente sufficiente a farlo pagare in modo equo per quello che ha fatto.
La rabbia e la frustrazione che ho dentro chiamano l'applicazione di una forma di giustizia arcaica e risolutiva, che per i buonisti e coloro che giocano a fare i "Cristiani ad ogni costo" solo perchè non è successo a loro sarà ne piu ne meno che una bestemmia... ma kissenefrega.
Occhio per occhio dente per dente.
La società "civilizzata" di cui facciamo tanto orgogliosamente parte processerà questi ammassi di immondizia dandogli da 30 anni di galera all'ergastolo. Poi, qualche sconto di pena per buona condotta, qualche amnistia, e patteggiamenti di pena vari, e coloro che hanno massacrato una creatura di 18 mesi a badilate, che hanno preso per il culo tutta l'Italia per un mese con interviste e appelli in TV, otterranno di passare alcuni anni in carcere spesati dalle tasse dei contribuenti onesti, e se ne usciranno sicuramente prima del previsto, e tutti vissero felici e contenti.
Tutti quanti sono contro la pena di morte. Giuridicamente togliere la vita nella nostra società è reato solo se la vita in questione è quella di un essere umano, giusto? E allora chiedo : chi mai, su questa terra, ha il coraggio di dire che questi sono esseri umani?
Buonanotte piccolo, indifeso Tommy. Illumina il mondo da lassù, e proteggi gli onesti.


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