Ora, sono d'accordo che questo non è esattamente il modo più carino per inaugurare i post del 2006, ma questa notizia mi ha colpito veramente troppo.
Ero beata e tranquilla a godermi i 3,5 secondi di pace della pausa pranzo dopo aver sbrigato le ovvie azioni di mera sopravvivenza (pranzare) e aver portato a termine la lista di richieste dei miei ("carica il cellulare del babbo", "telefona a fastweb che non arriva la fattura", "ricordati di prendere il bollettino da pagare per l'abbonamento all'enciclopedia della Cioccolata".. + varie ed eventuali) e, per ingannare il tempo m'è venuta la malaugurata idea di dare uno sguardo al giornale.
Fra le varie amene (e purtroppo usuali) notizie di morti ammazzati, tossicodipendenti che prendono in ostaggio interi reparti dell'ospedale, truffe di varia natura, sagre di paese e quant'altro, mi è caduto l'occhio su una notizia che non solo mi persuade in maniera improrogabile e insindacabile a rinunciare, nel periodo che mi è concesso su questa terra a qualsiasi forma di campeggio, ma che probabilmente mi spingerà a dormire con due tappi di sughero nelle orecchie per i prossimi 3 mesi, almeno finchè non si sarà esaurito in me il senso di schifo, ribrezzo e ripugnanza che la notizia mi ha suscitato.
Si legge che una povera (ed alquanto insensibile) sconosciuta in terra di Svezia ha convissuto per la bellezza di un mese con un RAGNO ficcato nell'orecchio.
L'articolo riporta che la tizia in questione si ricorda, di un episodio accaduto un mese prima, in cui ha scacciato un ragno nero e grosso come l'unghia di un pollice dal letto di camera sua, e di averne successivamente perse le tracce.
Il nostro impavido otto-zampe non si è limitato a vendicarsi, nottetempo, come fanno tutti i ragni di questo mondo, e cioè pinzando la malcapitata magari sulla faccia. No, il maledetto piccolo insetto, probabilmente in cerca di una fissa dimora, ha pensato bene di ficcarsi nell'orecchio della signorina e trasferirci permanente residenza.
Lei non si è accorta di niente salvo che di un leggero abbassamento dell'udito. Poi, una sera sembrando avvertire un rumore come di "raspare", si è decisa ad andare in farmacia ad acquistare uno di quei kit per rimuovere il cerume.
E' stato allora che il ragno, bagnato ma vivo, le è zampettato allegramente fuori dall'orecchio.
Tralasciando ovvi commenti sulle dubbie abitudini igieniche di taluni soggetti, sul fatto che io avrei passato la notte in bianco finchè non mi fossi assicurata che il ripugnante essere fosse a) a debita distanza dal mio spazio vitale oppure b) morto stecchito (e preferisco la seconda) - io, cercando di tenere a bada la pelle che mi si stava raggrumando come ad un tacchino il giorno di Natale, mi sono chiesta come avrei reagito in una situazione simile. Io, che ho dato un nuovo e più vibrante significato alla parola "Aracnofobo".
Penso che per paura di poggiare la testa su qualsiasi superficie avrei senz'altro imparato a dormire in piedi, come i cavalli.
Qui la notizia ANSA
Ero beata e tranquilla a godermi i 3,5 secondi di pace della pausa pranzo dopo aver sbrigato le ovvie azioni di mera sopravvivenza (pranzare) e aver portato a termine la lista di richieste dei miei ("carica il cellulare del babbo", "telefona a fastweb che non arriva la fattura", "ricordati di prendere il bollettino da pagare per l'abbonamento all'enciclopedia della Cioccolata".. + varie ed eventuali) e, per ingannare il tempo m'è venuta la malaugurata idea di dare uno sguardo al giornale.
Fra le varie amene (e purtroppo usuali) notizie di morti ammazzati, tossicodipendenti che prendono in ostaggio interi reparti dell'ospedale, truffe di varia natura, sagre di paese e quant'altro, mi è caduto l'occhio su una notizia che non solo mi persuade in maniera improrogabile e insindacabile a rinunciare, nel periodo che mi è concesso su questa terra a qualsiasi forma di campeggio, ma che probabilmente mi spingerà a dormire con due tappi di sughero nelle orecchie per i prossimi 3 mesi, almeno finchè non si sarà esaurito in me il senso di schifo, ribrezzo e ripugnanza che la notizia mi ha suscitato.
Si legge che una povera (ed alquanto insensibile) sconosciuta in terra di Svezia ha convissuto per la bellezza di un mese con un RAGNO ficcato nell'orecchio.
L'articolo riporta che la tizia in questione si ricorda, di un episodio accaduto un mese prima, in cui ha scacciato un ragno nero e grosso come l'unghia di un pollice dal letto di camera sua, e di averne successivamente perse le tracce.
Il nostro impavido otto-zampe non si è limitato a vendicarsi, nottetempo, come fanno tutti i ragni di questo mondo, e cioè pinzando la malcapitata magari sulla faccia. No, il maledetto piccolo insetto, probabilmente in cerca di una fissa dimora, ha pensato bene di ficcarsi nell'orecchio della signorina e trasferirci permanente residenza.
Lei non si è accorta di niente salvo che di un leggero abbassamento dell'udito. Poi, una sera sembrando avvertire un rumore come di "raspare", si è decisa ad andare in farmacia ad acquistare uno di quei kit per rimuovere il cerume.
E' stato allora che il ragno, bagnato ma vivo, le è zampettato allegramente fuori dall'orecchio.
Tralasciando ovvi commenti sulle dubbie abitudini igieniche di taluni soggetti, sul fatto che io avrei passato la notte in bianco finchè non mi fossi assicurata che il ripugnante essere fosse a) a debita distanza dal mio spazio vitale oppure b) morto stecchito (e preferisco la seconda) - io, cercando di tenere a bada la pelle che mi si stava raggrumando come ad un tacchino il giorno di Natale, mi sono chiesta come avrei reagito in una situazione simile. Io, che ho dato un nuovo e più vibrante significato alla parola "Aracnofobo".
Penso che per paura di poggiare la testa su qualsiasi superficie avrei senz'altro imparato a dormire in piedi, come i cavalli.
Qui la notizia ANSA


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