martedì, agosto 30, 2005


Oh, Say can You See...
Eh ma ce la faccio, prima o poi.
Giuro che riesco a riprendere il ritmo in maniera decente.
Il bello di una vacanza come quella che si è appena conclusa è che la mole del bagaglio di cose da ricordare, analizzare, valutare, immagazzinare e catalogare è tale da permetterti di prolungare, almeno virtualmente, lo stato mentale "vacanziero", nonostante il lavoro e la routine quotidiana tentino di schiacciarti nuovamente sotto i loro impietosi ingranaggi.

Il bilancio di questo viaggio è assolutamente positivo. Nonostante abbia dovuto prendere atto di alcuni fastidiosi aspetti che prima o poi sarebbero saltati fuori (è ora di fare questo benedetto check-up medico, signorina, tanto per dirne una) il 99% del tempo ho vissuto in uno stato di perpetua emozione, che cambiava i toni e i colori a seconda dell'occasione, ma che restava comunque forte e travolgente.
Ho rivisto alcuni luoghi a me familiari, altri che avevo visto solo nei film, altri ancora talmente tanto intrisi di storia da farmi sentire piccina cosi'.
E' arrivato anche il momento del dolore, che aspettava da tempo di uscire allo scoperto.
Ho finalmente potuto dire la mia preghiera davanti a quella croce di ferro arrugginito, formatasi spontaneamente dai resti di una delle torri del World Trade Center, ed emersa dalle macerie di quel vergognoso giorno di settembre di qualche anno fa.
Ho avuto testimonianza visiva dell'immenso cratere lasciato dalla follia fanatica che ha deturpato per sempre il profilo familiare di questa città, e ho dato l'ultimo addio ad un amico che quel giorno ha dato addio alla vita.

Dalle sponde di Liberty Island, ai piedi di questa imponente signora azzurro-verdognola, vestita in tunica romana che con la sua fiaccola innalzata troneggia sulla baia, ho cercato di disegnare nella mia mente le linee fantasma degli edifici di un tempo che fu, senza vedere precisamente, se non con gli occhi del cuore, come fosse Manhattan prima dell'11 settembre.
E la rabbia di quel giorno mi ha travolto come un uragano.
Ho ricordato, come se rivivessi attimo per attimo, l'angoscia, il dolore, l'impotenza, l'orrore.
Poi, come la marea, l'odio e la rabbia verso chi ha fatto questo è tornato ad essere un sordo pulsare in fondo all'anima, che per quanto si ridimensioni, non diminuirà e non sparirà mai.

Ma sono arrivate anche le emozioni felici, e sono state di gran lunga superiori in numero. Tanti momenti emozionanti che richiederanno un elaborato racconto, che comunque, per quanto particolareggiato possa essere, non potrà mai eguagliare il fatto di averli vissuti in prima persona. Amici ritrovati, amici nuovi, baci, sorrisi, abbracci, risate, un uragano di ricordi e sentimenti tutti racchiusi nel cuore, e in più di 1000 fotografie.

posted by Syl at 12:50 PM

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