La valigia è nuova (ho comprato una Roncato Shuttle per l'occasione ... ma il primo che si azzarda a dirmi "allora tu si' n'astrunauta!!" lo crepo di mazzate, sia chiaro).
Anche la destinazione è diversa dall'anno scorso... East Coast, stavolta. Niente California.
Ma l'agitazione che mi fa rimescolare tutti gli organi interni è la stessa di sempre. Familiare sensazione... anche attesa, in un certo senso : il giorno che non mi sentirò più così significherà che devo cambiare destinazione... e dubito fortemente che succederà mai.
Stavolta cambia anche il numero dei partecipanti alla "gitarella fuori porta". E' la prima volta che vado negli Stati Uniti con altre 4 persone. Solitamente al massimo sono stata accompagnata da un solo compagno di viaggio, ma la maggior parte delle volte ci sono andata da sola.
E invece stavolta siamo una specie di tribù... e questa cosa mi riempie di gioia. Anche se il resto del BT è sparso per mezza Europa (spalmato fra la Spagna e la Germania) è come se fossimo tutti insieme. E prima o poi ce la faremo ad organizzare una vacanza con la squadra al completo.
L'incognita per il resto della vacanza si chiarirà solamente il 19 agosto. Riusciremo ad incontrare Michael e i ragazzi? Riusciremo a ritagliarci 5 minuti di numero per parlarci, prima che vengano impacchettati nuovamente su un'aereo che li porterà a casa di Michael per un concerto extra, inserito nella tabella di marcia del tour all'ultimo secondo? Che strada prenderà, il nostro van affittato alla Budget, il 21 mattina? Aurora, Illinois, o Boston, Washington e Philadelphia?
Questo "non sapere" ha decisamente il suo fascino. Ma quella sensazione di "farfalle nello stomaco" (che più che farfalle hanno cominciato ad assumere la dimensione di condor) che sento ogni volta che devo vedere Michael si divide equamente fra gioia- impazienza e timore-agitazione. Da una parte vorrei essere già al 20 agosto per sapere come è andata, e dall'altra vorrei che quel giorno rimanesse sospeso indefinitamente nel mio futuro, per attenderlo all'infinito e poter sognare che vada tutto come previsto.
Qualunque cosa succeda so che comunque sarà divertente. Rivedro' posti familiari, e ne visiterò altri mai visti prima. E saro' con persone a cui voglio bene.
E cerco, con tutta me stessa, di ignorare quella piccola, pungente paura che mi martella dentro, derivata dai tempi in cui viviamo.
Anche la destinazione è diversa dall'anno scorso... East Coast, stavolta. Niente California.
Ma l'agitazione che mi fa rimescolare tutti gli organi interni è la stessa di sempre. Familiare sensazione... anche attesa, in un certo senso : il giorno che non mi sentirò più così significherà che devo cambiare destinazione... e dubito fortemente che succederà mai.
Stavolta cambia anche il numero dei partecipanti alla "gitarella fuori porta". E' la prima volta che vado negli Stati Uniti con altre 4 persone. Solitamente al massimo sono stata accompagnata da un solo compagno di viaggio, ma la maggior parte delle volte ci sono andata da sola.
E invece stavolta siamo una specie di tribù... e questa cosa mi riempie di gioia. Anche se il resto del BT è sparso per mezza Europa (spalmato fra la Spagna e la Germania) è come se fossimo tutti insieme. E prima o poi ce la faremo ad organizzare una vacanza con la squadra al completo.
L'incognita per il resto della vacanza si chiarirà solamente il 19 agosto. Riusciremo ad incontrare Michael e i ragazzi? Riusciremo a ritagliarci 5 minuti di numero per parlarci, prima che vengano impacchettati nuovamente su un'aereo che li porterà a casa di Michael per un concerto extra, inserito nella tabella di marcia del tour all'ultimo secondo? Che strada prenderà, il nostro van affittato alla Budget, il 21 mattina? Aurora, Illinois, o Boston, Washington e Philadelphia?
Questo "non sapere" ha decisamente il suo fascino. Ma quella sensazione di "farfalle nello stomaco" (che più che farfalle hanno cominciato ad assumere la dimensione di condor) che sento ogni volta che devo vedere Michael si divide equamente fra gioia- impazienza e timore-agitazione. Da una parte vorrei essere già al 20 agosto per sapere come è andata, e dall'altra vorrei che quel giorno rimanesse sospeso indefinitamente nel mio futuro, per attenderlo all'infinito e poter sognare che vada tutto come previsto.
Qualunque cosa succeda so che comunque sarà divertente. Rivedro' posti familiari, e ne visiterò altri mai visti prima. E saro' con persone a cui voglio bene.
E cerco, con tutta me stessa, di ignorare quella piccola, pungente paura che mi martella dentro, derivata dai tempi in cui viviamo.


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