mercoledì, marzo 16, 2005


That sunday....
Spesso mi sono ritrovata a pensare quanto a volte sarebbe più facile comunicare con le persone tramite le canzoni.
In un momento di simile tumulto emozionale (benchè per ragioni diverse, anche se legate sempre allo stesso gruppo di persone) io e Lilla facevamo questa considerazione.
La difficoltà di comunicazione a volte trascende barriere usuali come la lingua. Talvolta viene da dentro, e chiunque tu abbia davanti, qualunque lingua parli... sarà sempre ugualmente difficile svelare i tuoi sentimenti.
A volte, parimenti, ti trovi a dover arginare tutti i messaggi che hai dentro, per non soffocare il destinatario con "troppo" tutto insieme.
Ecco che allora, discrete, in punta di piedi, come una mamma che da la buonanotte al suo bambino, arrivano le canzoni a suggerirti all'orecchio cosa dire e come dirlo. Parole e musica, due al prezzo di uno.
Beh, per ragioni opposte, io e Lilla abbiamo la stessa canzone in testa da domenica scorsa... quando in un soleggiato pomeriggio di fine inverno abbiamo rivisitato i luoghi dove è iniziato "praticamente" tutta questa avventura.
Certo la piazza di Lucca sembrava tanto diversa, senza il grande palco e la platea, e l'autobus dei ragazzi.. ma lo stesso è stato come passare la barriera del tempo e tornare a quella domenica d'estate, quando ci siamo conosciuti. E pensiamo a quante cose sono cambiate da allora.
Rimane però immutata la marea di sensazioni che abbiamo provato quel giorno, in un susseguirsi di sorprese e emozioni che, volente o nolente, ci hanno cambiato la vita. E allora mi ritrovo a canticchiare dentro di me, la canzone che, insieme a quelle di Michael, ha fatto da colonna sonora a quell'estate, e che mi fa battere il cuore un po' di più, ogni volta che la ascolto.
.... that day, that sunday, that summer.

posted by Syl at 8:54 PM

1 Comments:

Blogger Eliduin said...

Già, quella spettacolare domenica d'estate dove il destino ha preso in mano i dadi delle nostre vite ed ha cominciato a giocarci...
L'ho scritto anche nella ultima mail che ho mandato al J che quella piazza ha suscitato notevole subbuglio nel mio cuore: in un attimo, come per magia, ho rivisto tutto e tutti, Michael che faceva lo scemo, i ragazzi che suonavano, ognuno da solo, John, l'uomo del sound-check, che inventava la sua buffa canzoncina, Alan, Bryan e Billy che andavano a mangiare qualcosa, la corsa per prendere i posti in prima fila, lo show, le canzoni, l'emozione della prima volta che davo ad una tromba la chance di lasciarmi incantare su My Funny Valentine, i saluti calorosi dopo il concerto, la disponibilità incredibile di tutti i ragazzi a farsi fare le foto, Craig ed il suo assoluto amore per Puccini... ed il tornare casa con lo stereo in macchina che ripeteva le canzoni che avevamo ascoltato, e lo stupore e la felicità che ci prendeva sempre più forte...
Davvero... nel mio cuore tutti loro stanno ancora suonando...
Grazie di lasciarmi sognare ancora..

8:20 PM  

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