Strani giorni, questi.
Pervasi da un'atmosfera tesa, dentro e fuori casa. E io, stufa marcia di stare nell'eterna posizione di mezzo, fra due fuochi (farò finta di dimenticarmi che in Toscana si direbbe "del bischero nel mezzo"), mi stacco da tutto e da tutti e mi dedico a quelle faccende che normalmente mi arrangio a fare sempre da sola, e che almeno mi danno una discreta soddisfazione, quella soddisfazione tipica del lavoro manuale : continuo nella mia incessante e metodica opera di sverniciatura/smerigliatura/riverniciatura degli infissi di casa, che dura oramai da quando mi sono trasferita, l'anno scorso ad aprile. Oramai potrebbero affidarmi una rubrica televisiva di "fai da te".
E intanto, mentre mi inzacchero di mordente Rovere e mi impasto bene bene nella polvere di legno, rimugino, rifletto, prendo decisioni, faccio le mie considerazioni, penso, organizzo... Sabato mattina sono andata alla sede della Usl e ci ho passato circa 2 ore. Dal 24 ottobre al 17 novembre ho dovuto prendere ben 12 appuntamenti per controlli medici vari, fra me e mio padre. Tutti rigorosamente in orario di lavoro, ovvio. Il tredicesimo appuntamento invece l'ho preso stamattina per telefono. E quello stordito del mio capo si preoccupa anche a darmi il tormento perchè - nonostante i giorni che prenderò a Novembre - mi rimangono ancora 72 ore di ferie del 2005. E io che finisco la voce a chiedergli per favore di andare a frantumare i santissimi a coloro che di ore ne hanno il triplo di me perchè io, purtroppo, le ferie solitamente le finisco per ragioni che niente hanno a che fare con la vacanza.
E quindi, somma che ti risommo, arriva il giorno che uno non ne può più di stare nel mezzo a fare da paracolpi a tutti.
Stamani nella posta trovo il solito messaggio "culturale" che questa volta riporta una parabola di non meglio precisata provenienza. Ma visto che calza a pennello...
Pervasi da un'atmosfera tesa, dentro e fuori casa. E io, stufa marcia di stare nell'eterna posizione di mezzo, fra due fuochi (farò finta di dimenticarmi che in Toscana si direbbe "del bischero nel mezzo"), mi stacco da tutto e da tutti e mi dedico a quelle faccende che normalmente mi arrangio a fare sempre da sola, e che almeno mi danno una discreta soddisfazione, quella soddisfazione tipica del lavoro manuale : continuo nella mia incessante e metodica opera di sverniciatura/smerigliatura/riverniciatura degli infissi di casa, che dura oramai da quando mi sono trasferita, l'anno scorso ad aprile. Oramai potrebbero affidarmi una rubrica televisiva di "fai da te".
E intanto, mentre mi inzacchero di mordente Rovere e mi impasto bene bene nella polvere di legno, rimugino, rifletto, prendo decisioni, faccio le mie considerazioni, penso, organizzo... Sabato mattina sono andata alla sede della Usl e ci ho passato circa 2 ore. Dal 24 ottobre al 17 novembre ho dovuto prendere ben 12 appuntamenti per controlli medici vari, fra me e mio padre. Tutti rigorosamente in orario di lavoro, ovvio. Il tredicesimo appuntamento invece l'ho preso stamattina per telefono. E quello stordito del mio capo si preoccupa anche a darmi il tormento perchè - nonostante i giorni che prenderò a Novembre - mi rimangono ancora 72 ore di ferie del 2005. E io che finisco la voce a chiedergli per favore di andare a frantumare i santissimi a coloro che di ore ne hanno il triplo di me perchè io, purtroppo, le ferie solitamente le finisco per ragioni che niente hanno a che fare con la vacanza.
E quindi, somma che ti risommo, arriva il giorno che uno non ne può più di stare nel mezzo a fare da paracolpi a tutti.
Stamani nella posta trovo il solito messaggio "culturale" che questa volta riporta una parabola di non meglio precisata provenienza. Ma visto che calza a pennello...
LA PARABOLA DEL RANOCCHIO SORDO
C?era una volta una gara di ranocchi.
L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro.
Cominciò la gara.
In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile
che i ranocchi raggiungessero la cima,
e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo:
"Che pena!!! Non ce la faranno mai!".
I ranocchi cominciarono a desistere,
tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima.
La gente continuava:
"...Che pena!!! Non ce la faranno mal!".
E i ranocchi si stavano dando per vinti
tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere.
Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che,
solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima.
Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse
fatto a concludere la prova.
E scoprirono che... era sordo!
C?era una volta una gara di ranocchi.
L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro.
Cominciò la gara.
In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile
che i ranocchi raggiungessero la cima,
e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo:
"Che pena!!! Non ce la faranno mai!".
I ranocchi cominciarono a desistere,
tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima.
La gente continuava:
"...Che pena!!! Non ce la faranno mal!".
E i ranocchi si stavano dando per vinti
tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere.
Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che,
solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima.
Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse
fatto a concludere la prova.
E scoprirono che... era sordo!
Ricorda sempre il potere che hanno
le parole che ascolti o leggi.
Non ascoltare le persone che hanno la
pessima abitudine di essere negative...
derubano le migliori speranze del tuo cuore!
Per cui, preoccupati di essere sempre positivo!
Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice
che non puoi realizzare i tuoi sogni.
le parole che ascolti o leggi.
Non ascoltare le persone che hanno la
pessima abitudine di essere negative...
derubano le migliori speranze del tuo cuore!
Per cui, preoccupati di essere sempre positivo!
Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice
che non puoi realizzare i tuoi sogni.


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